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Gli eventi che rientrano nell’etichetta storica di “genocidio degli armeni” ebbero il loro prologo nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915, con i primi arresti tra l’élite armena di Istanbul - inclusi alcuni deputati. Centinaia di persone vennero deportate verso l’entroterra.

Poco prima, la sconfitta degli Ottomani in una battaglia contro la Russia nei pressi del confine era stata in parte addossata sugli armeni. Elementi armeni, infatti, combattevano sia nell’esercito russo che in quello ottomano. Nel gennaio del 1915, soldati armeni disarmati erano stati uccisi dai reparti turchi ottomani. Milizie ottomane cominciarono a massacrare la popolazione di villaggi armeni vicini alla frontiera con la Russia.

Gli eventi più drammatici furono le deportazioni di massa - autorizzate dal Parlamento ottomano nel maggio del 1915 - di centinaia di migliaia di armeni che vivevano in villaggi nelle aree di confine, vicine alla linea del fronte nella guerra contro la Russia. Il regime dei Giovani Turchi li considerava una minaccia per la sicurezza nazionale, e nell’estate e autunno del 1915, contemporaneamente alle deportazioni organizzate dalle autorità amministrative e militari, vi furono veri e propri massacri portati avanti da forze irregolari aiutate da milizie curde e circasse.

Bambini armeni rifugiati, 1919-1930, località sconosciuta. Fonte: Library of Congress .

I campi di concentramento nel deserto siriano, che attendevano i sopravvissuti ai trasferimenti, erano luoghi in terribili condizioni e con altissimi tassi di mortalità. Prima della fine della guerra, nel territorio dell’attuale Turchia il 90 per cento della popolazione armena anteguerra era stata cacciata e, in larga parte, uccisa.

Il dibattito sulle conseguenze

Gran parte del dibattito ruota intorno al fatto se si sia trattato di un piano di eliminazione sistematica, e dunque di un genocidio o olocausto, oppure no. L’uso dei termini, naturalmente, non è neutro, e si porta con sé prese di posizione che sono anche politiche, prima ancora che storiche.

Il leader della Lega parla di un milione e mezzo di vittime. Il totale è molto dibattuto. L’Enciclopedia Britannica KARHU Sneakers uomo uomo bianco/verde quellogiusto grigio Pelle 7B4NiFRnD
di “stime conservative” per i morti nei trasferimenti forzati e nei massacri che vanno da 600 mila a oltre un milione. Il celebre storico Arnold J. Toynbee, ufficiale dell’intelligence britannica in Anatolia durante la Prima guerra mondiale, riteneva che le vittime fossero state circa un milione e 200 mila [1]. Un dato citato di frequente è appunto quello di 1,5 milioni. Le fonti turche e quelle armene, naturalmente, divergono molto tra di loro, le prime ponendo il totale a poche centinaia di migliaia di persone, le seconde parlando di due milioni e oltre.

Un campo di rifugiati armeni, dicembre 1920. Fonte: Library of Congress .

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Noi Gazzetta di Reggio

Tre giorni fa lo sbarco a Piazza Affari nel mercato Aim ItaliaPronti 50 milioni per finanziare la crescita e i nuovi prodotti di Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. Cellularline ha debuttato tre giorni fa su Aim Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese che cercano investitori nel mare magnum della grande finanza. Una quotazione a Piazza Affari che risente per ora dell’altalena dei mercati, annunciata a inizio anno e diventata ora realtà, seguita alla fusione per incorporazione del gruppo Cellular – costituito dalla cassaforte Ginetta spa partecipata dalle famiglie reggiane Aleotti e Foglio e Cellular Italia spa - con Crescita spa nel marzo del 2017. Quest’ultima è una Spac, società promossa da Crescita Holding srl e DeA Capital spa nata allo scopo di raccogliere capitale di rischio da impiegare per società - come Cellularline - interessate ad aprire il proprio capitale a investitori istituzionali mediante la quotazione delle proprie azioni in Borsa.E così è stato per Cellularline, nata nel 1990 a Reggio Emilia, cresciuta accanto allo sviluppo dei telefoni cellulari, diventata leader degli accessori per smartphone e tablet, ponendosi come punto di riferimento tecnologico e creativo negli accessori per dispositivi multimediali. La società fattura oltre 100 milioni di euro e impiega oggi 200 dipendenti con prodotti commercializzati in oltre 60 Paesi. Per Christian Aleotti e Marco Cagnetta, co-amministratori delegati di Cellularline, «l’apertura del capitale al mercato è nella storia della nostra azienda un passaggio importante e che ci inorgoglisce. È inoltre l’occasione per ampliare la nostra presenza internazionale, per migliorare la penetrazione nei canali distributivi sia tradizionali che online e per dare ulteriore sviluppo alla nostra gamma di prodotti, anche attraverso operazioni di acquisizione. Siamo certi che costruiremo velocemente un posizionamento che potrà ampliare ulteriormente la platea dei nostri investitori».Per Antonio Tazartes, ad di Crescita, «Cellularline è un’eccellenza italiana e uno dei principali operatori di settore a livello europeo. Può vantare una forte profittabilità e una riconoscibilità di marchio fra le più nette. Siamo certi che le risorse e il supporto che abbiamo fornito a Cellularline potrà accelerare il suo processo di sviluppo internazionale». In pratica la liquidità a disposizione di Crescita è stata in parte utilizzata per l’acquisizione di una partecipazione pari al 49,87% del capitale sociale di Ginetta dagli attuali azionisti di quest’ultima, con un esborso complessivo pari a circa 80 milioni di euro e per il residuo, fino a circa 50 milioni di euro, per effetto della fusione andrà a finanziare lo sviluppo del Gruppo Cellular.

3 I tetti massimi annuali e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un'attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell'economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri; essi devono comprendere anche i frontalieri. Criteri determinanti per il rilascio del permesso di dimora sono in particolare la domanda di un datore di lavoro, la capacità d'integrazione e una base esistenziale sufficiente e autonoma.

4 Non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicono al presente articolo.

5 La legge disciplina i particolari.

Art. 122

1 La legislazione nel campo del diritto civile e della procedura civile compete alla Confederazione.

2 L'organizzazione dei tribunali e l'amministrazione della giustizia in materia civile competono ai Cantoni, salvo diversa disposizione della legge.

Art. 123

1 La legislazione nel campo del diritto penale e della procedura penale compete alla Confederazione.

2 L'organizzazione dei tribunali e l'amministrazione della giustizia in materia penale, nonché l'esecuzione delle pene e delle misure competono ai Cantoni, salvo diversa disposizione della legge.

3 La Confederazione può emanare prescrizioni concernenti l'esecuzione delle pene e delle misure. Può concedere contributi ai Cantoni:

1 Considerato il forte rischio di ricaduta, il criminale sessuomane o violento che nelle perizie necessarie alla formulazione della sentenza è stato definito estremamente pericoloso e classificato come refrattario alla terapia deve essere internato a vita. Liberazioni anticipate e permessi di libera uscita sono esclusi.

2 È possibile redigere nuove perizie solo qualora nuove conoscenze scientifiche permettano di dimostrare che il criminale può essere curato e dunque non rappresenta più alcun pericolo per la collettività. Se sulla base di queste nuove perizie è posta fine all'internamento, la responsabilità per una ricaduta è assunta dall'autorità che ha posto fine all'internamento.

3 Tutte le perizie necessarie al giudizio del criminale sessuomane o violento devono essere redatte da almeno due periti esperti reciprocamente indipendenti e tenendo conto di tutti gli elementi importanti per il giudizio.

L'azione penale e la pena per i reati sessuali o di pornografia commessi su fanciulli impuberi sono imprescrittibili.

Chi è condannato per aver leso l'integrità sessuale di un fanciullo o di una persona dipendente è definitivamente privato del diritto di esercitare un'attività professionale od onorifica a contatto con minorenni o persone dipendenti.

Art. 124
Corriere della Sera
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